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Pratica

Il percorso verso p=reject: passo dopo passo

Solo con p=reject il vostro dominio è davvero protetto dalle falsificazioni. Molte aziende però restano ferme a p=none, per paura di bloccare le proprie e-mail. Con un approccio ordinato il passaggio riesce in sicurezza.

3 min di letturaQuanto è protetto il vostro dominio? Controllare il dominio gratis

In breve

  • p=reject è l’obiettivo: solo allora le e-mail falsificate a vostro nome vengono respinte.
  • Il percorso passa per osservazione, correzione e inasprimento graduale – di solito nell’arco di diverse settimane.
  • Chi analizza i rapporti a ogni livello riconosce i problemi prima che vengano respinte e-mail autentiche.

Passo 1: osservare con p=none

Impostate un record DMARC con p=none e un indirizzo per i rapporti (rua). Nulla viene bloccato, ma scoprite chi invia a vostro nome. Prevedete almeno due o quattro settimane, affinché diventino visibili anche i mittenti rari come le fatture mensili.

Il percorso in sintesi
  1. p=noneOsservare per due o quattro settimane
  2. Correggere i mittentiSPF e DKIM per ogni servizio
  3. p=quarantinePrima una parte delle e-mail, poi tutte
  4. p=rejectLe falsificazioni vengono respinte

InizioProtezione completa

Passo 2: censire e correggere tutti i mittenti

Esaminate i rapporti e assegnate ogni fonte: server di posta proprio, strumento di newsletter, CRM, sistema di ticket, contabilità. Configurate SPF e DKIM con il vostro dominio per ogni servizio legittimo. Le fonti sconosciute sono spesso falsificazioni – oppure servizi dimenticati.

Passo 3: quarantine in modo graduale

Se quasi tutte le e-mail legittime superano DMARC, passate a p=quarantine, prima solo per una parte delle e-mail (pct=25), poi per tutte. Dopo ogni livello controllate i rapporti per almeno una settimana.

Non troppo in fretta

Chi passa direttamente da p=none a p=reject rischia che fatture o newsletter autentiche vengano respinte. Ogni livello richiede rapporti puliti.

Passo 4: p=reject

Se i rapporti restano puliti, passate a p=reject. Le e-mail falsificate vengono ora respinte. Pensate anche ai sottodomini (sp=) e ai domini che non inviano affatto e-mail: anche questi dovrebbero avere p=reject, insieme a un record SPF «v=spf1 -all».

Passo 5: rimanere vigili

Nuovi servizi, un cambio di provider di posta o una chiave DKIM scaduta possono disturbare in qualsiasi momento una configurazione pulita. Valutate quindi i rapporti costantemente anche dopo il passaggio.

A ogni nuovo servizio

Se introducete un nuovo strumento che invia e-mail a vostro nome, configurate SPF e DKIM prima che vada in funzione.

Come vi aiuta DomainRadar

L’assistente p=reject di DomainRadar propone il livello successivo solo quando sono disponibili dati sufficienti: almeno 14 giorni su p=none oppure 7 giorni su un livello, rapporti di più destinatari e un tasso di successo elevato con poche fonti sconosciute. Così sapete sempre se il passo successivo è sicuro.

Il controllo del dominio resta gratuito. Poi provate Business per 14 giorni – senza carta di credito, la prova termina da sola.

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DomainRadar verifica costantemente SPF, DKIM e DMARC dei vostri domini e vi dice in parole chiare cosa fare.